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feb 16

La grande balla sull’Articolo 18

Sembra incredibile come anche questo Governo cerchi di raggirare gli Italiani raccontandoci una grande balla: quella che per creare nuovi posti di lavoro è necessario eliminare l’Articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori. Non c’è menzogna più bieca che in un momento di crisi come questo, dove più del 30% dei giovani italiani sono senza lavoro, si possa raccontare.

Innanzitutto mi viene difficile immaginare come poter creare più posti di lavoro, aumentando la facilità dei licenziamenti?!?!?! Mi sembra che già qui caschi l’asino…

Poi, veniamo ai dati concreti: per prima cosa, è chiaro al nostro Governo che il 95% delle aziende italiane hanno meno di 10 lavoratori??? E quindi l’Articolo 18 non è valido per la stragrande maggioranza delle imprese. E’ ovvio che a fronte di ogni grande riforma non si inizia mai ad agire sul 5%, ma per risolvere i problemi (se si vogliono risolvere) si inizia dal 95%… Quindi altro motivo per cambiare strada.

Seconda questione: come ci si spiega che nel 2011, gli investimenti stranieri in Italia sono diminuiti del 53%, rimanendo invece invariati per gli altri Paesi? Sarà forse una conseguenza dell’Articolo 18? E’ chiaro che la risposta è NO e vediamo anche il perché. Moltissimi investitori stranieri dichiarano che non investono, oppure dis-investono, in Italia a causa di 5 punti:

– Burocrazia eccessiva
– Assenza di infrastrutture adeguate
– Corruzione dilagante
– Infiltrazione di organizzazioni mafiose che alterano il mercato
– Eccessiva pressione fiscale per l’impresa (53%)

Non c’è un’azienda italiana in crisi che affermi che la sua situazione è prodotta dall’Articolo 18, non c’è un’azienda che ha chiuso a causa dell’impossibilità di licenziare un dipendente, invece ci sono moltissimi casi di imprenditori che si sono suicidati, perché si vergognavano per essere nell’impossibilità di pagare gli stipendi ai propri dipendenti. Questi sono i fatti!

Caro Presidente del Consiglio Monti, navigando su internet legga una delle tantissime offerte di lavoro che si possono trovare:“Call center offre lavoro. Si richiede: buona conoscenza lingua inglese e spagnola. Diploma o laurea, buona conoscenza del web e pacchetto Office, spiccate doti relazionali, spirito di gruppo, forte motivazione. Contratto di 3 mesi, 400 euro mensili”. Mica noioso come il suo posto fisso a vita con circa 20 mila euro di stipendio al mese in qualità di Senatore della Repubblica Italiana.

La mia domanda che le pongo è: non si vergogna a perdere ancora tempo con i discorsi inutili sull’Articolo 18 e pensi magari a legiferare per evitare sfruttamenti come quello sopra descritto e far muovere l’economia, così che poi i posti di lavoro possano arrivare subito a ruota?

 

2 comments

  1. mauro

    la soluzione è molto semplice, se le aziende vogliono che i loro dipendenti siano con contratti a scadenza, progetto ecc.. xchè non sanno come andrà il mondo del lavoro o perchè devono vedere se il soggetto è valido o meno o……
    Va bene purchè paghino uno stipendio mensile da 1600 euro in su con relative tasse, questo per tutelare il lavoratore che non ha una garanzia x il futuro. Dopodichè se l’azienda ha trovato la persona giusta o è arrivato parecchio lavoro si può agevolare la tassazione per l’assunzione a tempo indeterminato . Così facendo un imprenditore quando può assume xchè gli conviene, invece di cambiare personale ogni 6 mesi xchè è agevolato dalla tassazione e dallo stipendio scadente. Inoltre lo stato dovrebbe farsi carico anche del problema che le banche senza posto fisso non concedono il mutuo, e le coppie fanno fatica a formare una famiglia e i single fanno fatica ad uscire di casa. Aumentano l’iva e i bar alle 11.00 del mattino sono allo scontrino numero 3….Monti…ma mi faccia il piacere….di andare a *******!

  2. aldo piacentino

    è naturale pensare che la riforma delle pensioni va vista nell’ottica dell’abolizione dell’articolo 18 ,i due provvedimenti si integrano in un quadro piu generale che vede al primo posto l’abbassamento drastico dei costi delle maestranze seza che gli stessi vadano a ricadere sullo stato.Atraverso l’abolizione di questo articolo fondamentale anche solo come principio ,le aziende possono liberarsi delle maetranze assunte a tempo indeterminato,che spesso hanno un età anagrafica avanzata ,senza pero avere piu i requisiti per la pensione,al loro posto possono assumere precariamente giovani a bassissimi costi.
    Il gioco è fatto.

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