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apr 10

Roberto Libertà Bossi: “Viviamo in questo paese di merda”

Appresa la notizia dal Fatto Quotidiano della dichiarazione del terzo genito della famiglia Bossi (vedi titolo), la prima cosa che mi è venuta in mente è stata: “vuoi vedere che sta prendendo le distanze dai fatti emersi in questi giorni sul conto del padre e del fratello maggiore Renzo (detto “il Trota”)?” … ma poi, dopo qualche istante, mi è sopraggiunto un altro pensiero “ma no, impossibile, questo è quello che è stato condannato dal Giudice di Pace di Gavirate per aver lanciato gavettoni alla candeggina ad un militante di Rifondazione Comunista!“. Comunque, a parte le battute (tranne quella della condanna per i gavettoni che è vera!), ciò che sta emergendo in questi giorni è altamente sconcertante, anche se devo dire non inimmaginabile. La politica italiana sta crollando, si sfalda da ogni lato… i partiti ne stanno combinando di tutti i colori. L’asse Alfano-Bersani-Casini è un qualcosa di pericoloso, e meno male che con l’articolo 18 tra Italia dei Valori (in Parlamento) e CGIL/FIOM (nelle fabbriche) c’è stato un muro che ha permesso di raddrizzare le cose. 

Comunque ci tenevo anche a ricordare che, come un orologio Svizzero, in anticipo di qualche giorno rispetto l’uscita dell’inchiesta che sta facendo franare la dirigenza leghista, il nostro Presidente Antonio Di Pietro ha dichiarato di voler richiedere un referendum contro “i rimborsi elettorali”. Detto-fatto giovedì scorso è stato consegnato in Cassazione il quesito ed ora rimaniamo in attesa della prassi burocratica, per poi iniziare a raccogliere le firme A.nche questa volta vogliamo arrivare almeno ad 1 milione! Personalmente rimango in attesa, fiducioso, che la dirigenza nazionale di PD e SEL supportino a spada tratta questa battaglia. Vi avverto però che le avvisaglie, almeno lato PD, per ora non sono delle migliori…

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