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set 07

L’incapacità dei tecnici sul “lavoro”

Ecco, settembre è iniziato e tornando al lavoro, tra i colleghi, ci si dice: “ebbene sì, le vacanze sono finite, si ricomincia a lavorare!“, ma questo settembre già due persone non potranno dirlo. Perchè?

Antonio, giornalista e dipendente di Tecnomovie, si è visto recapitare una comunicazione di licenziamento per giustificato motivo oggettivo. Dato il calo di fatturato, si legge nella lettera, e la riduzione di alcuni servizi, non è possibile proporle una soluzione di ricollocazione. In sostanza: LEI E’ LICENZIATO. Questa comunicazione è stata possibile grazie all’ultima riforma Fornero dell’art. 18. Certo che l’ormai ex-dipendente farà ricorso al giudice, ma a cosa può aspirare? Solo ad un indennizzo e non più al suo posto di lavoro.

Una dipendente dell’Huawei (colosso Cinese delle telecomunicazioni), sempre in questi giorni, anche lei è stata licenziata. Ora la domanda è: ma sono pure loro in crisi ? La risposta è certamente no. Solo questa primavera Huawei aveva acquistato un ramo d’azienda di Fastweb, pagandolo non poco, e con l’assunzione di 120 dipendenti.

Questi sono i primi di innumerevoli casi che d’ora in avanti sentiremo, sperando che prima o poi non tocchi a noi.

Vi ricordate anche che ci avevano venduto che questa riforma avrebbe attratto tante aziende e tanti investitori esteri che erano ai nostri confini solo in attesa di questa riforma dell’articolo 18. La domanda sorge spontanea: “Scusate… cari tecnici…. ma dove sono tutti gli imprenditori esteri promessi?!?!?!”

A questo punto mi chiedo: dove sono e con che credibilità si presentano agli elettori i partiti come il PD, il PDL, l’UDC, FLI, etc che hanno supportato e votato questa riforma e continuano ad avvallare l’operato di questo governo?

PER NON DIMENTICARE CHI AVEVA DETTO CHE COSA

Monti diceva in Giappone il 28 marzo 2012: “In Italia le aziende hanno paura di assumere perché è più difficile licenziare, anche per ragioni economiche”

La Fornero il 27 giugno 2012 al Wall Street Journal : “Il lavoro non è un diritto, deve essere guadagnato, anche attraverso il sacrificio”

Di Pietro a stretto giro dalle dichiarazioni della Fornero: “A quanto pare la badessa Fornero ha riscritto, tutta da sola e senza chiedere il permesso a nessuno, l’art. 1 della Costituzione”

Squinzi, presidente di Confindustria, ha definito questa riforma “un’occasione persa”.

2 comments

  1. Maurizio Giordano Attianese

    Ti sei dimenticato i sindacati, eccetto la Fiom tutti gli altri dove cavolo si sono nascosti?

    1. Stefano

      Caro Maurizio, hai pienamente ragione, anche i sindacati hanno di che vergognarsi in questa vicenda!

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