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ott 15

Referendum 2012 – di nuovo nelle piazze!

Eccoci di nuovo a parlare di Referendum! L’Italia dei Valori, insieme ad un comitato fatto di altri partiti ed associazioni ha promosso quattro nuovi quesiti referendari e di seguito ve li riassumo:

– ABROGHIAMO IL FINANZIAMENTO AI PARTITI

Cos’hanno fatto i partiti negli ultimi quarant’anni?
Si sono garantiti risorse economiche provenienti dalle tasche dei cittadini, ignorando la loro volontà. Dopo il referendum del 1993 (quando oltre il 90% degli italiani reclamò l’abrogazione del finanziamento pubblico) i partiti si limitarono, sfacciatamente, a modificare il nome con cui indicare questa cascata di denaro. Così si passò dal “ finanziamento pubblico” ai “rimborsi elettorali”.

Cosa vogliamo fare attraverso il referendum?
Cancellare totalmente, senza se e senza ma, ogni forma di trasferimento di soldi pubblici ai partiti.

– ABROGAZIONE DELLA DIARIA AI PARLAMENTARI

Cosa è accaduto fino ad oggi alla Camera e al Senato?
I parlamentari italiani si sono dotati di privilegi che ne fanno tra i più pagati al mondo. Occorre un taglio netto ai loro compensi, a maggior ragione in presenza delle difficoltà economiche che stanno strangolando gli italiani. È paradossale che politici tra i meno produttivi d’Europa restino super-pagati.

Cosa vogliamo fare attraverso i referendum?
Azzerare la cosiddetta “diaria”, che di fatto rappresenta un’integrazione al compenso riconosciuto ai parlamentari: circa 3.500 euro al mese. Cancellare, inoltre, le norme che rendono l’indennità mensile esente da ogni tributo e ne impediscono il sequestro o il pignoramento.

– RIPRISTINO DELL’ARTICOLO 18 DELLO STATUTO DEI LAVORATORI 

Cos’ha fatto il governo Monti-Berlusconi-Bersani-Casini?

Ha cancellato la norma che imponeva il reintegro del lavoratore licenziato senza giusta causa a fronte della sentenza di un giudice. Uno sfregio destinato a penalizzare tutti i cittadini onesti e limitarne i diritti. Un regalo agli imprenditori spregiudicati.

Cosa vogliamo fare attraverso i referendum?

Restituire allo Statuto dei Lavoratori l’art. 18 nella versione originaria, per rispettare i principi della Costituzione e rendere esigibili le decisioni della magistratura.

– RIPRISTINO DEI DIRITTI DEL CONTRATTO NAZIONALE DEL LAVORO

Cos’ha fatto il governo Berlusconi?

Nell’agosto 2011, con un colpo di mano all’interno della finanziaria dettata dall’Europa, ha consentito agli accordi aziendali (o territoriali) di derogare ai contratti collettivi nazionali. E, con e essi, a tutte le norme che regolano il lavoro: dalla disciplina delle mansioni a quella dell’inquadramento professionale, dall’orario di lavoro ai licenziamenti.

Cosa vogliamo fare attraverso il referendum?

Abolire le deroghe e ristabilire la certezza dei diritti minimi previsti dal contratto nazionale. A parità di condizioni devono esserci regole generali minime che valgano dovunque ed in tutti i luoghi di lavoro, mentre la contrattazione aziendale deve accompagnare l’andamento dell’impresa.

Di seguito trovare informazioni sulla posizione dei banchetti:

www.italiadeivalori.it

www.referendumlavoro.it

ANDATE A FIRMARE, COME PER IL NUCLEARE, L’ACUQA ED IL LEGITTIMO IMPEDIMENTO, SE OGNUNO CI METTE DEL SUO CE LA POSSIAMO FARE!

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