nov 22

“Facciamo un pacco alla Camorra” 2012!

Eccoci al consueto appuntamento pre-natalizio e come l’anno scorso vorrei riproporvi un’idea regalo: un cesto natalizio oppure lo possiamo chiamare “un pacco alla Camorra“, che non è una semplice ammucchiata di prodotti commerciali, ma il risultato di un lavoro sociale in terre difficili come quelle Campane, oltretutto confiscate alla Camorra.

L’anno scorso ne ho acquistati diversi di questi pacchi, in diverse composizioni e devo dire che, oltre alla soddisfazione nel regalarli, in quello che ho comprato per me i prodotti erano veramente buoni! Provare per credere!

Di seguito la descrizione dell’iniziativa:

“Facciamo un Pacco alla Camorra” è il risultato di un progetto in rete che vede coinvolte 16 imprese, tra cui cooperative sociali, imprese che hanno denunciato il racket, associazioni ed il Comitato Don Peppe Diana. L’iniziativa intende promuovere una filiera produttiva etica partendo dalle attività sociali sorte proprio nei luoghi che una volta erano simboli di violenza e di sopraffazione e oggi, invece, sono rinati a nuova vita grazie alla collaborazione tra le istituzioni e tutte le realtà sociali del territorio. Quest’anno l’iniziativa si presenta con un’importante novità I prodotti saranno sottoposti a severi controlli di qualità e venduti con marchio unico ad ombrello “NCO – Nuovo Commercio Organizzato” attraverso il riuso produttivo e sociale dei beni confiscati alla camorra e dei beni comuni su “Le Terre di Don Peppe Diana”. Con il marchio ombrello i produttori si presentano sul mercato con un denominatore comune, senza tuttavia rinunciare alla propria identità. Ma la risposta alla sfida più grande è stata data con l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate nelle attività di recupero e gestione degli stessi beni confiscati.

A ogni cittadino è richiesto un impegno, uno sforzo per voltare pagina. Acquistare il PACCO ALLA CAMORRA, o promuoverne la vendita è il modo migliore per contribuire allo sviluppo di una economia sociale come antidoto a quella criminale.

Questo è il sito da quale potete fare gli acquisti online: www.ncocommercio.com e qui potete scaricare il flyer con la composizione dei “Pacchi”.

Attenzione, per chi fosse comodo passare da Milano, Lodi o Trento vi informo che ci sono, sino quasi a Natale, dei banchetti dove potete acquistare i pacchi. Ecco il link per avere informazioni più precise.

A presto!

nov 10

Sull’onestà di Report, d’ora in avanti, avrò seri dubbi

Ciao a tutti,

vi invito a leggere l’editoriale di oggi di Marco Travaglio che mette fine ad 15 giorni di falsità ed inesattezze su quanto emerso dalla puntata di Report. La domanda alla quale attendo ancora una risposta però è: “Chi ha commissionato/obbligato Report a commettere questa caduta non solo di stile ma di onestà giornalistica e di completezza di informazione?”

Inoltre vi allego a questo link il dossier “Alle bugie rispondiamo con la verità dei fatti” preparato per rispondere alla campagna di diffamazione contro l’Italia dei Valori ed il suo Presidente Antonio Di Pietro.

Ora buona lettura di questo articolo molto interessante!

Due pesi e due Schifani

Dopo Servizio Pubblico si chiude il caso Di Pietro che, depurato dalle balle e dalle inesattezze che l’hanno costellato, si riduce ad alcune sconvolgenti scoperte (peraltro note da anni) : nel 1995 una ricca signora donò 1 miliardo di lire per sostenere l’allora pm in aspettativa, bersagliato da processi infondati a Brescia su denuncia di alcuni amici di B. ; la stessa cifra fu donata a Prodi che, diversamente da Di Pietro, era già in politica ; Di Pietro usò la donazione personale in parte acquistando una casa a Busto Arsizio, dove poi tenne le prime riunioni della nascente Idv, in parte per metterla in piedi, finanziata com’era dalle sue tasche e da contributi spontanei (l’Idv entrò in Parlamento solo nel 2006); la prima Idv era controllata da un’associazione omonima formata da Di Pietro, dalla moglie e da un paio di fedelissimi, per evitare (in pieno regime berlusconiano) che qualche infiltrato scalasse il partito ; nel 2009 l’Idv cambiò statuto e si aprì a una gestione più collegiale ; in un paio di casi Di Pietro affittò propri immobili al partito, a canoni ribassati rispetto a quelli di mercato, una volta in seguito a un improvviso sfratto ; nel suo appartamento romano furono ricavate due stanze per l’amministrazione Idv, tinteggiate e ammobiliate con fondi del partito (7 mila euro), dopodiché il mobilio fu trasferito nella nuova e più ampia sede. Per aver manipolato ad arte queste vicende, insinuando un uso personale di fondi pubblici, il Giornale e le sue fonti (riproposte senza prese di distanze da Report) sono stati condannati tre volte dal Tribunale civile di Monza a risarcire Di Pietro con 344 mila euro per le falsità e le diffamazioni subìte. Motivo : “ Il postulato di fondo è la presunta commistione tra il patrimonio immobiliare personale di Di Pietro e quello del partito Idv … che –nonostante l’archiviazione del procedimento penale che si è occupato della questione –viene comunque prospettata quale congettura sottesa agli interrogativi del giornalista, all’evidente scopo di screditare la credibilità e l’immagine del leader ” con “ volute inesattezze e reticenze, così da accreditare la tesi del giornalista che, interrogandosi sulle proprietà immobiliari di Di Pietro e dei suoi familiari (‘Ma quante case ha l’onorevole Di Pietro? E con quali soldi le ha comprate? ‘) in rapporto ai redditi dallo stesso dichiarati e al patrimonio della società immobiliare di sua proprietà (Antocri)… intende chiaramente alimentare il dubbio che gli acquisti siano frutto di un illecito storno per fini privati dei fondi del partito e quindi anche dei rimborsi elettorali”. Il Tribunale di Roma, archiviando analoghe denunce dell’ex dipietrista Di Domenico, ha stabilito che “ anche in punto di fatto, prim’ancora che nella loro rilevanza giuridica, i sospetti avanzati in merito alle citate operazioni dell’avv. Di Domenico sono risultati infondati”, “ non essendo in alcun modo emerso che Di Pietro ebbe a trarre personale vantaggio dalle operazioni ai danni del partito”. Di queste sentenze nessuno dei censori di Di Pietro ha tenuto conto. Ma ora hanno la grande occasione per riscattarsi : riservare lo stesso trattamento ad altri politici. Per esempio Renato Schifani. Non per motivi penali (la Procura di Palermo chiede l’archiviazione dell’indagine per mafia). Ma morali, se è vero che –come anticipato dalla Stampa –i pm confermano i suoi rapporti con uomini di mafia. E da ieri anche per motivi politici : il noto statista ha dichiarato che per la legge elettorale “ ce la sto mettendo tutta, altrimenti Grillo dal 30 va all’ 80% ”. Viva la faccia : la seconda carica dello Stato confessa che la legge elettorale serve a impedire a una lista di vincere le elezioni. Si attendono con ansia indignati commenti e reportage dei censori di Di Pietro. Anche per sfuggire a un fastidioso sospetto, ben descritto a suo tempo da Longanesi : “ Credono che la morale sia il finale delle favole”.

Marco Travaglio

(tratto da “Il Fatto Quotidiano” del 10/11/2012)

ott 28

Attacco hacker! Noi non ci fermiamo!

Riporto quanto pubblicato sul sito www.idvcesanomaderno.it

Da qualche settimana il sito idvcesanomaderno.it è l’obiettivo di attacchi hacker da parte di anonimi.

Non sappiamo quale siano le ragioni di questo accanimento,  ma sicuramente esse sono frutto di un’illiberale, antidemocratica ed intollerante visione politica. Italia dei Valori è un partito sicuramente scomodo per molti, perché difendere gli interessi dei cittadini senza anteporre interessi particolari sicuramente infastidisce più di qualcuno. Le nostre battaglie sia sul territorio di Cesano Maderno, che nazionale, certamente mette a repentaglio progetti di soggetti politici e affaristici che vogliono speculare a danno delle persone oneste.

Di recente IDV, anche qui a Cesano Maderno, sta lavorando con i propri gazebo per raccogliere le firme per 4 referendum abrogativi, 2 per il lavoro e 2 contro la “Casta”. Se qualcuno sta tentando di oscurarci, è perché evidentemente l’azione politica di Italia dei Valori è efficace e spaventa chi si contrappone alle nostre battaglie. Di questo non possiamo che essere felici, perché dimostra che siamo sulla strada giusta. Una strada tortuosa fatta di fatica, bocconi amari e sacrifici, ma che porta alla giustizia sociale e alla democrazia compiuta.

Italia dei Valori è dalla parte dei cittadini. Sempre!

Stiamo lavorando affinché il sito torni operativo senza quei fastidiosi messaggi di errore.

ott 15

Referendum 2012 – di nuovo nelle piazze!

Eccoci di nuovo a parlare di Referendum! L’Italia dei Valori, insieme ad un comitato fatto di altri partiti ed associazioni ha promosso quattro nuovi quesiti referendari e di seguito ve li riassumo:

– ABROGHIAMO IL FINANZIAMENTO AI PARTITI

Cos’hanno fatto i partiti negli ultimi quarant’anni?
Si sono garantiti risorse economiche provenienti dalle tasche dei cittadini, ignorando la loro volontà. Dopo il referendum del 1993 (quando oltre il 90% degli italiani reclamò l’abrogazione del finanziamento pubblico) i partiti si limitarono, sfacciatamente, a modificare il nome con cui indicare questa cascata di denaro. Così si passò dal “ finanziamento pubblico” ai “rimborsi elettorali”.

Cosa vogliamo fare attraverso il referendum?
Cancellare totalmente, senza se e senza ma, ogni forma di trasferimento di soldi pubblici ai partiti.

– ABROGAZIONE DELLA DIARIA AI PARLAMENTARI

Cosa è accaduto fino ad oggi alla Camera e al Senato?
I parlamentari italiani si sono dotati di privilegi che ne fanno tra i più pagati al mondo. Occorre un taglio netto ai loro compensi, a maggior ragione in presenza delle difficoltà economiche che stanno strangolando gli italiani. È paradossale che politici tra i meno produttivi d’Europa restino super-pagati.

Cosa vogliamo fare attraverso i referendum?
Azzerare la cosiddetta “diaria”, che di fatto rappresenta un’integrazione al compenso riconosciuto ai parlamentari: circa 3.500 euro al mese. Cancellare, inoltre, le norme che rendono l’indennità mensile esente da ogni tributo e ne impediscono il sequestro o il pignoramento.

– RIPRISTINO DELL’ARTICOLO 18 DELLO STATUTO DEI LAVORATORI 

Cos’ha fatto il governo Monti-Berlusconi-Bersani-Casini?

Ha cancellato la norma che imponeva il reintegro del lavoratore licenziato senza giusta causa a fronte della sentenza di un giudice. Uno sfregio destinato a penalizzare tutti i cittadini onesti e limitarne i diritti. Un regalo agli imprenditori spregiudicati.

Cosa vogliamo fare attraverso i referendum?

Restituire allo Statuto dei Lavoratori l’art. 18 nella versione originaria, per rispettare i principi della Costituzione e rendere esigibili le decisioni della magistratura.

– RIPRISTINO DEI DIRITTI DEL CONTRATTO NAZIONALE DEL LAVORO

Cos’ha fatto il governo Berlusconi?

Nell’agosto 2011, con un colpo di mano all’interno della finanziaria dettata dall’Europa, ha consentito agli accordi aziendali (o territoriali) di derogare ai contratti collettivi nazionali. E, con e essi, a tutte le norme che regolano il lavoro: dalla disciplina delle mansioni a quella dell’inquadramento professionale, dall’orario di lavoro ai licenziamenti.

Cosa vogliamo fare attraverso il referendum?

Abolire le deroghe e ristabilire la certezza dei diritti minimi previsti dal contratto nazionale. A parità di condizioni devono esserci regole generali minime che valgano dovunque ed in tutti i luoghi di lavoro, mentre la contrattazione aziendale deve accompagnare l’andamento dell’impresa.

Di seguito trovare informazioni sulla posizione dei banchetti:

www.italiadeivalori.it

www.referendumlavoro.it

ANDATE A FIRMARE, COME PER IL NUCLEARE, L’ACUQA ED IL LEGITTIMO IMPEDIMENTO, SE OGNUNO CI METTE DEL SUO CE LA POSSIAMO FARE!

set 13

Subito una Commissione Antimafia a Cesano Maderno

Vi propongo quanto pubblicato sul sito www.idvcesanomaderno.it

Apprendiamo dalla stampa che Martedì 11 Settembre, sono stati compiuti 37 arrestati in tutta Italia in una delle tante operazioni contro la criminalità organizzata. Per prima cosa ci teniamo a ringraziare anche in questa occasione i Carabinieri di tutta Italia, che con tanto spirito di sacrificio ogni giorno compiono il loro lavoro tra tante difficoltà.

Ora veniamo ai fatti, come già successo due anni fà nell’operazione Infinito, anche in quest’ultima operazione sono stati arrestati cittadini di Cesano Maderno.

Eccovi i nomi secondo “Il Giorno”: Antonio Staropoli (45 anni, nato a Mileto in provincia di Vibo Valentia) e Carmelo Rizzo (55 anni, originario di Messina).

Ora, come Italia dei Valori, ci teniamo ancora a sottolineare la necessità urgente di una Commessione Antimafia permanente in Consiglio Comunale a Cesano Maderno. Ricordiamo che, durante l’ultima campagna elettorale, all’interno della coalizione che ha portato Gigi Ponti a diventare Sindaco a Cesano Maderno, c’erano diverse anime che guardavano a questa nostra proposta con molta sufficienza.

Bisogna finirla di credere che la Mafia, l’Ndrangheta e le altre associazioni criminali siano presenti ed operino solo nel Sud Italia. Dobbiamo renderci conto che sono ormai ben radicate anche qui nel Nord Italia.

Ecco, noi di Italia dei Valori di Cesano Maderno invitiamo, non solo la maggioranza, ma tutto il Consiglio Comunale a prendere atto di questo ultimo avvenimento e procedere quanto prima ad instituire questa Commissione Antimafia.

 

Italia dei Valori – Cesano Maderno

set 07

L’incapacità dei tecnici sul “lavoro”

Ecco, settembre è iniziato e tornando al lavoro, tra i colleghi, ci si dice: “ebbene sì, le vacanze sono finite, si ricomincia a lavorare!“, ma questo settembre già due persone non potranno dirlo. Perchè?

Antonio, giornalista e dipendente di Tecnomovie, si è visto recapitare una comunicazione di licenziamento per giustificato motivo oggettivo. Dato il calo di fatturato, si legge nella lettera, e la riduzione di alcuni servizi, non è possibile proporle una soluzione di ricollocazione. In sostanza: LEI E’ LICENZIATO. Questa comunicazione è stata possibile grazie all’ultima riforma Fornero dell’art. 18. Certo che l’ormai ex-dipendente farà ricorso al giudice, ma a cosa può aspirare? Solo ad un indennizzo e non più al suo posto di lavoro.

Una dipendente dell’Huawei (colosso Cinese delle telecomunicazioni), sempre in questi giorni, anche lei è stata licenziata. Ora la domanda è: ma sono pure loro in crisi ? La risposta è certamente no. Solo questa primavera Huawei aveva acquistato un ramo d’azienda di Fastweb, pagandolo non poco, e con l’assunzione di 120 dipendenti.

Questi sono i primi di innumerevoli casi che d’ora in avanti sentiremo, sperando che prima o poi non tocchi a noi.

Vi ricordate anche che ci avevano venduto che questa riforma avrebbe attratto tante aziende e tanti investitori esteri che erano ai nostri confini solo in attesa di questa riforma dell’articolo 18. La domanda sorge spontanea: “Scusate… cari tecnici…. ma dove sono tutti gli imprenditori esteri promessi?!?!?!”

A questo punto mi chiedo: dove sono e con che credibilità si presentano agli elettori i partiti come il PD, il PDL, l’UDC, FLI, etc che hanno supportato e votato questa riforma e continuano ad avvallare l’operato di questo governo?

PER NON DIMENTICARE CHI AVEVA DETTO CHE COSA

Monti diceva in Giappone il 28 marzo 2012: “In Italia le aziende hanno paura di assumere perché è più difficile licenziare, anche per ragioni economiche”

La Fornero il 27 giugno 2012 al Wall Street Journal : “Il lavoro non è un diritto, deve essere guadagnato, anche attraverso il sacrificio”

Di Pietro a stretto giro dalle dichiarazioni della Fornero: “A quanto pare la badessa Fornero ha riscritto, tutta da sola e senza chiedere il permesso a nessuno, l’art. 1 della Costituzione”

Squinzi, presidente di Confindustria, ha definito questa riforma “un’occasione persa”.

ago 29

“Se li conosci li eviti”

Commentando nel web il dibattito di lunedì a La7 sulla trattativa Stato-mafia, molti rimproverano a Mentana di aver invitato Ferrara. Non sono d’accordo. Intanto va apprezzata la perfidia di Mentana, che ha invitato Ferrara a un programma intitolato Bersaglio mobile. E poi Ferrara, specie quando non dialoga con se stesso e veste come Bagonghi, va chiamato spesso, possibilmente sempre. Nessuno meglio di lui riassume, con una franchezza che sconfina nella spudoratezza, come ragiona (si fa per dire) il Potere in Italia. E dimostra, anche fisiognomicamente, la differenza fra i giornalisti che raccontano i fatti e quelli che programmaticamente li ignorano per non disturbare le proprie certezze malate. Infatti s’è subito trasformato in una gigantesca macchinetta spara-palle, tipo quelle usate per allenare i tennisti: ne sparava così tante che era impossibile respingerle tutte. “Andreotti è stato assolto” (prescritto per “il reato commesso fino al 1980”). “La sentenza Iacoviello della Cassazione ha smentito che Dell’Utri sia mafioso” (Iacoviello è un sostituto Pg e non fa sentenze: la sentenza conferma che Dell’Utri è colpevole per il lungo periodo trascorso al servizio di B., mentre occorre un nuovo appello per provare che lo fosse anche nei tre anni al servizio di Rapisarda). “Anche Falcone trattò con la mafia, vedi Buscetta” (Falcone convinse Buscetta a collaborare non per trattare con la mafia, ma per processarla). “La mafia è stata sconfitta” (senza parole). “L’agenda rossa di Borsellino è una minchiata” (infatti l’han fatta sparire). “L’inchiesta sulla trattativa non è condivisa nemmeno dal procuratore Messineo” (il “visto” del capo non è previsto sull’atto di conclusione delle indagini; lo è invece sulle richieste di rinvio a giudizio ed è prontamente arrivato). “Il pm Di Matteo ha svelato a Repubblica le intercettazioni di Napolitano per ricattarlo” (le svelò Panorama ). “Ingroia chiede il segreto di Stato perché alle accuse non crede neanche lui” (Ingroia chiede a chi giustifica la trattativa in nome della ragion di Stato di dire tutto ciò che sa e sfida i politici, se la condividono, a fare una legge che liceizzi ex post quella condotta criminale). “Ingroia fugge in Guatemala per non sostenere l’accusa al processo” (falso: l’invito dell’Onu per l’incarico in Guatemala risale a oltre un anno, e l’accusa ai processi la sostengono di solito i sostituti, non gli aggiunti). Molto divertente il teorema secondo cui i pm di Palermo indagano sulla trattativa non perché sia una notizia di reato, su cui la Costituzione impone di indagare, ma “per fare carriera”: com’è noto, in Italia, il miglior modo di fare carriera è mettere sotto processo politici di destra e di sinistra più qualche ufficiale del Ros, e ritrovarsi subito dopo alle calcagna Quirinale, Avvocatura dello Stato, Consulta, governo, Parlamento, Pg della Cassazione, Csm, giornaloni e tg a reti unificate. Un carrierone. Molto opportuno anche l’invito di Mentana a Macaluso, che faticava a comprendere la differenza fra un giornale libero e un giornale di partito, scattava come la rana di Galvani solo alla parola “Napolitano”, scambiava per “attacchi al Quirinale” qualunque critica all’inquilino protempore ma poi mostrava gravi lacune sul conflitto di attribuzioni (l’amato Presidente non sostiene affatto che “nella Costituzione c’è un vuoto da colmare”, ma che i pm di Palermo han violato le sue presunte prerogative costituzionali). Era presente, oltre a Di Pietro, un deputato del Pd, tal Boccia, accomunato agli altri due dall’assoluta ignoranza sul tema di cui si parlava: appena si tentava di spiegargli la trattativa, sorrideva beotamente, più divertito ancora di Ferrara. Ma è stato giusto invitare anche lui. Altrimenti non si capirebbe cosa sta diventando il Pd, perché si allea con Casini, perché molti elettori hanno l’ulcera perforata, perché Vendola ha vinto due primarie su due in Puglia e perché non basta essere giovani per essere meglio dei vecchi.

Marco Travaglio

(tratto da “Il Fatto Quotidiano” del 29/08/2012)

ago 02

Vendolaaaaaaa?!?!?! Ci sei o ci fai?

Non so come mai, ma ogni agosto il caro Nichi ne combina sempre una delle sue… A cosa mi sto riferendo?

Andiamo per ordine, esattamente un anno fà, il 2 agosto 2011, pubblicai questo post: “Il peggio di Vendola in Puglia, o c’è altro?” nel quale emergevano strane e diverse analogie tra il non condivisibile (da parte mia) operato di Nichi in Puglia e quello di Roberto (Formigoni) in Lombardia per quanto riguarda la sanità nelle rispettive regioni.

Esattamente un anno dopo da quel 2 agosto 2011 escono le “presunte” dichiarazioni di Vendola, a seguito di un incontro avuto con Bersani, su una possibile alleanza di governo del Paese con l’UDC e l’esclusione dell’IDV.

Oggi arrivano le smentite ufficiali di Vendola, le quali non mi fanno stare comunque tranquillo. Perchè? Perchè nulla mi conferma che dopo il bombardamento mediatico (da destra a sinistra) e la rivolta della base di SEL, le smentite di Vendola siano vere oppure dettate dalla necessità di dare un colpo alla botte (dopo aver dato quello al cerchio).

Staremo a vedere, alle prossime politiche mancano meno di 12 mesi e comunque… povera Italia, il centro sinistra è sempre pronto a cercare l’auto-distruzione anzichè unirsi per costruire insieme.

 

 

giu 14

Che schifo!!!!

Non ho parole, lo sdegno è tanto… Non capisco come possa essere ancora in giro certa gente ed il rammarico peggiore è che siede proprio in Parlamento. E’ vero e non lo scopriamo oggi che in Parlamento siedono, in molti casi, il peggio che l’Italia può mostrare, ma qui abbiamo toccato il fondo.

Ecco cosa è successo ieri (mercoledì 15 giugno) durante la votazione del ddl anticorruzione, la deputata di opposizione Leghista Carolina Lussana si alza dal proprio posto per raggiungere quello della deputata di maggioranza Alessandra Mussolini. Ma per far cosa?

Semplice, le si avvicina per chiederle di autografarle (con tanto di dedica) un paio di foto del Duce… sì, avete capito proprio bene, del Duce!

Di seguito vi mostro una sequenza di quattro scatti dove potete vedere quando descritto:

La mia domanda è: non è questo un caso di apologia del fascismo?

La legge sancisce come reato commesso chiunque  «pubblicamente esalti esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche».

Quale luogo più pubblico può considerarsi del Parlamento Italiano?

(Per vostra informazione la legge punisce il reato di apologia di fascismo con una pena che va dai 18 mesi ai 4 anni.)

Se avrò occasione di incontrare la deputata On. Alessandra Mussolini le chiederò un autografo della seguente foto:

Con la dedica: “Per non dimenticare quanto la storia ci ha insegnato di sbagliato!”

P.S.: Per quelli che dicono che lei non ha colpe per il nonno, rispondo che lei deve prendere le distanze una volta per tutte da quanto commesso dal suo familiare e condannare ferocemente situazioni come queste e non assecondarle! Per di più nel Parlamento Italiano.

giu 05

Ma hanno proprio la faccia come il ….?

“Ce stanno a riprovà!”, ecco la mia prima esclamazione a seguito delle indiscrezioni sull’annuncio del nuovo partito di Silvio. L’approccio è lo stesso utilizzato 20 anni fà quando fu creato Forza Italia, quindi a tavolino con l’amico Marcello Dell’Utri (di cui sono note le cattive amicizie nel mondo della malavita organizzata).

Certa che una cosa è differente: da allora sono passati 20 anni, 20 anni di disastri totali fatti sotto la sua gestione politica del Paese, la gente non riuscirà a dimenticare facilmente. Sarà curioso assistere alla nuova televendita di questo “nuovo partito”.

Ora qualche indiscrezione, veniamo al bello: volete sapere come si chiamerà il nuovo Partito? “Italia Pulita” … hahahahah!!! Il motivo? E’ per la volontà di cambiare rotta (si vede che si sono resi conto che fino ad ora tanto puliti non erano…), poi sembra che nel progetto sia compresa la volontà di avere volti nuovi, che la gente riconosca come punti di riferimento. Ed a questo punto, sempre le indiscrezioni, parlano che due probabili candidati (se fossero ancora vivi) sarebbero stati Vianello e la Mondaini. Per tornare sulla cresta dell’onda, resusciterebbe pure i morti…

Comunque, sembra che uno degli uomini di punta di questo nuovo partito sarà Gerry Scotti (indiscrezione smentita in serata). Per chi non lo sapesse, Gerry fù già parlamentare nel 1987 con il PSI di Bettino Craxi.

Vabbè, credo che sia inutile aggiungere altro…

 

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